INDEX TO A MANIFESTO

S c r o l l D o w n

INDEX TO A MANIFESTO

INDEX (indice per un manifesto) è la mappa della programmazione culturale R-set 2016 e l’ossatura di un osservatorio web di ricerca e informazione sulle forme contemporanee del lavoro artistico e culturale. I contenuti saranno redatti in collaborazione con centri di ricerca, organizzazioni no-profit e professionisti con specifiche competenze sui temi in oggetto.
R-set accoglie il contributo di tutti coloro che intendono partecipare alla discussione con l’obiettivo di redigere insieme un vero e proprio manifesto.

INDEX (index to a manifesto) is the R-Set 2016 map of cultural programming, which forms the backbone of a web search observatory and is source of information on contemporary forms of artistic and cultural work. The content will be prepared in collaboration with research centres, non profit organizations and professionals with specific expertise in the field.
R-Set welcomes the contribution of all those who wish to take part in the discussion with the aim of creating a “real” Manifesto together.

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1. ARTOR AND CURATIST
Delle professioni culturali e delle ibridazioni professionali in tempi di emergenza: un bestiario ragionato

Riconosciamo ai lavoratori della cultura un ruolo indispensabile per lo sviluppo di una società capace di spirito critico, di interpretazione della contingenza, di ridiscussione dei modelli economici di riferimento, anche attraverso la discussione della propria identità individuale e collettiva.

Se il problema del riconoscimento delle professioni culturali scaturisse anche dalla difficoltà di identificare e trasmettere la complessità delle competenze specifiche in atto?
Quali sono queste competenze, quali i saperi in gioco? È possibile organizzarli in categorie rappresentative e individuare le reti relazionali entro le quali ottengono riconoscimento?

1. ARTOR AND CURATIST
Born from cultural and professional hybridizations in dire straits: a reasoned bestiary

We recognize that cultural workers play an indispensable role in the development of a society capable of critical analysis, interpretation of contingency, of re-discussion of the economical reference models, also by calling their individual and collective identity into question.

What if the roots of the problem of recognition of cultural professions were to lie in the difficulty in identifying and conveying the complexity of their own specific skills?
What are these skills, what is the knowledge at stake? Can they be divided into representative categories and is it possible to pinpoint the relational networks they find their recognition in?

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2. RESEARCH HEROES
Primo soccorso per irriducibili esploratori del contesto

Rivendichiamo la ricerca come dimensione fondante per ogni progetto d’arte. Nessuna pratica artistica contemporanea può considerarsi avulsa dal dialogo con gli altri campi del sapere e dal contesto storico, geografico e sociale di riferimento. Queste attività chiamano in campo la valorizzazione anche economica del tempo impiegato per indagare e definire le premesse teoriche e metodologiche di ogni produzione.

Quali nuovi modelli di finanziamento pubblico e privato possono essere individuati, nel contesto nazionale e internazionale, a supporto della libera ricerca artistica e culturale?

2. RESEARCH HEROES
First aid for diehard context explorers

We firmly believe that research is a fundamental element for any art project. Whatever the contemporary artistic practice, dialogue cannot be estranged from the other fields of knowledge, just as it must go hand-in-hand with the historical context, geographical and social reference points. These activities call into play the appreciation of the time dedicated to any form of research applied to lay the theoretical and methodological foundations for any artistic production, also from an economical point of view.

What new public and private financing models can be identified, in both a national and international context, in support of free artistic and cultural research?

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3. OPEN GOVERNMENT
Sopravvivere a focus group e open data e infiltrare la scrittura delle politiche culturali del territorio

Consideriamo imprescindibile la trasparenza nella designazione d’incarichi pubblici e dei procedimenti di assegnazione pubblica o privata di contributi ai progetti culturali, rendendo equo ogni sistema di selezione.

Con quali strumenti è possibile rendere accessibili e far evolvere i criteri di giudizio e monitoraggio dei risultati da parte di un’ampia platea di operatori culturali? In particolare, come favorire il dialogo tra enti erogatori e organizzazioni beneficiarie dei contributi, in vista dell’attivazione di linee di finanziamento aderenti alle nuove forme di indagine e produzione contemporanea?

3. OPEN GOVERNMENT
Surviving focus groups and open data, managing to infiltrate the writing of cultural policies into the territory

So as to make each and every selection system unbiased and fair, we consider transparency to be an essential element in the appointment of public positions and procedures of awarding public or private contributions to cultural projects.

What instruments may be adopted to make the criteria judgement and monitoring is based on readily available- when dealing with a wide variety of cultural operators?
In particular, how can dialogue between the providers of funds and recipient organizations be facilitated in view of the new credit lines dedicated to today’s forms of artistic research and contemporary production?

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4. È TUTTO WELFARE QUELLO CHE LUCCICA?
Note sulle politiche a basso costo e gli interventi d’arte nella sfera pubblica

Constatiamo il ricorso sempre più diffuso a interventi artistici nei processi di riconversione e rigenerazione dei contesti urbani, in quanto capaci di fungere da perno aggregativo, strumento di narrazione dell’identità collettiva e di attivazione di nuove dinamiche sociali ed economiche.

In che modo è possibile assicurare una corretta rappresentanza agli attori culturali nel dibattito pubblico e nei tavoli di lavoro? Con quali intermediari e attraverso quali strumenti di finanziamento (v. estensione dell’attuazione della legge 717 del 1949, meglio nota come legge del 2%)?

4. IS WELFARE ALL THAT GLITTERS?
Notes on low cost policies and art interventions in the public sphere

It is ever more common to observe artistic interventions in the furtherance of conversion processes and the regeneration of urban areas, as they represent an aggregation pivot, a narration instrument of collective identity and of activation of new social and economic dynamics.

How can an adequate representation be provided for cultural actors in public debates and work groups? What intermediaries may be used and what financing instruments are available? (consult: extension of the implementation of Italian Law number 717/ 1949, better known as “2% for the arts”).

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5. SELF-SUSTAINABILITY E ORGANIZZAZIONI CULTURALI
Dell’invenzione di casi-studio e altre leggende

I modelli gestionali tipici del no-profit sono diventati inadeguati per fare fronte alla contrazione di risorse e alla varietà di attività e obiettivi messi in campo dai progetti culturali.

In un momento in cui le organizzazioni culturali si aprono a considerare anche la dimensione imprenditoriale, in che modo affrontare nuove modalità operative e su quali punti far leva per inquadrare il lavoro degli operatori culturali dal punto di vista normativo e fiscale? Come assicurare maggiore efficienza alle organizzazioni no-profit senza tradirne intenti, pratiche e metodi?

5. SELF-SUSTAINABILITY AND CULTURAL ORGANIZATIONS
About the invention of case studies and other legends

The typical non profit business models are no longer adequate to meet the needs dictated by the resources, pool of activities and objectives involved in current cultural projects.

At a time when cultural organizations are widening their horizons to include also the entrepreneurial dimension, how can new operating methods be faced and what points must leverage be placed on to define the work of cultural operators from a regulatory and taxation point of view? How can non profit organizations be made more efficient without betraying intent, practices and methods?

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6. MOSTRE A OGNI COSTO?
Di progetti espositivi e budget zero

La qualità dei progetti espositivi è valutabile in relazione ai contenuti culturali, ma anche ai criteri gestionali applicati. Artisti e curatori sono spesso costretti a lavorare in mancanza di budget di produzione, di copertura dei costi relativi alla movimentazione, all’allestimento e alla messa in sicurezza delle opere.

In che modo certificare gli standard ai quali gli organizzatori (gallerie, musei, biennali) dovrebbero adeguarsi in fase di progettazione ed esecuzione delle proprie manifestazioni, specialmente quando si tratta di grandi eventi?

6. EXHIBITIONS AT ALL COSTS?
About exhibitions and zero budget

The quality of exhibition projects can be evaluated, not only on the basis of their cultural content, but also on the operating criteria used. Indeed, artists and curators are often obliged to work without any production budget at all, meeting the costs of handling, mounting and installing the exhibition – as well as managing the security aspects of the works of art.

How can standards for organizers, like galleries, museums and biennials, be established to co-ordinate and handle the various phases of the mounting and installing of events, in particular when it comes on a large scale?

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7. NON SI VIVE DI SOLI AIR
Viaggi al confine dello sfruttamento: la fee nei programmi di residenza

Contrastiamo il proliferare di programmi di residenza che non valorizzano la professionalità messa in campo da artisti e curatori durante l’elaborazione di progetti site-specific. Dal momento che ad un servizio formativo spesso corrisponde un rientro di fondi per l’organizzazione proponente, consideriamo inaccettabile la mancanza di condizioni di vita e di lavoro adeguate al contributo intellettuale offerto dal residente.

Attraverso quali provvedimenti è possibile favorire l’adozione una diaria (fee) da corrispondere a chi lascia per mesi il proprio lavoro abituale o il proprio studio per rendersi disponibile full-time a questo tipo di esperienze?

7. ONE CAN’T LIVE ON FRESH AIR
On the brink of exploitation: the fee in residency programmes

We do not hold with residency programmes that do not correspond to the professionalism of the artists and curators during site-specific projects. Since offering a service of training often involves a return of funds to the proposing organization, we totally disagree with any unacceptable standards of living and work, which should be on the same level as the intellectual contribution made by the resident.

How can an adequate fee be established for somebody who leaves their regular occupation or atelier to dedicate themselves full-time to such a project?

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8. NUOVE CHIMERE E VECCHI MOSTRI DELL’EDITORIA DI SETTORE
Sfida alla coniugazione dell’informazione indipendente con l’equa retribuzione

L’editoria di settore è in perpetuo affanno, costretta a strutturare la propria sussistenza su un gran numero di contributi volontari di redattori e corrispondenti, che non percepiscono retribuzione per i saggi e gli articoli scritti anche su commissione. Si rende necessario un ripensamento radicale delle formule di collaborazione e dell’impiego delle risorse.

Dove e con quali strumenti (anche tecnologici) ricercare spinte innovative in questo campo e come favorire una diffusione più capillare di pubblicazioni e riviste di settore, al fine di sostenerne economia e influenza?

8. NEW CHIMAERA AND OLD MONSTERS IN THE PUBLISHING INDUSTRY
The challenge of matching independent information with an adequate monetary retribution

The publishing industry is constantly on edge, forced as it is to count on a large number of editors and correspondents, for its livelihood – volunteers whose contributions go unpaid, even those essays and articles written on commission. Such cooperation formulas and use of resources are to be radically turned inside out.

Where and how can stimuli for innovative research in this field be found (also technological) and how can a more widespread distribution of publications and magazines be promoted to support economy and influence?

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9. DIVERSITÀ VS NORMALIZZAZIONE
Guida pratica all’assunzione delle marginalità nelle grammatiche dell’arte

La cultura si propone di creare spazi d’immaginazione in cui portare a confronto le diversità e creare dimensioni possibili allo sviluppo di un pensiero laterale, originale e aperto alla messa in discussione continua delle sue premesse.

Sono state sufficientemente esplorate le questioni legate a genere, disabilità e marginalità economica quando si ricercano opportunità di scambi interculturali, di formazione o di apertura a nuovi settori di produzione?

9. DIVERSITY VS STANDARDS
A practical user-friendly guide to the assumption of marginality in the grammar of art.

Culture aims at creating “spaces of imagination” where diversity can be compared, creating dimensions that stimulate the development of lateral thinking, one that is original and open to a continuous movement involving the questioning of its very premises.

Have the questions of gender, persons with special needs and economic marginality been explored to the full when searching for opportunities in cross-cultural exchanges, training or opening new areas of production?

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10. ARTWORKS AND ART LABOUR
Quando il lavoro artistico parla di se stesso

Lo status sociale di artisti, curatori e degli altri operatori delle arti visive ha recentemente sollecitato interesse e attività di ricerca da parte non solo di sociologi ed economisti, ma anche degli stessi protagonisti di questa riflessione.

In che modo i progetti artistici “auto-riflessivi” hanno influito sulla consapevolezza delle proprie prassi metodologiche e operative e sulla percezione sociale del ruolo di artisti e attori culturali?

10. ARTWORK AND ART LABOUR
When artistic work speaks of itself

The social status of artists, curators and other actors in the visual arts sector has recently been a question of debate and research activities, not only by sociologists and economists, but also of the artists themselves.
How have “self-reflexive” art projects influenced the awareness of the artists’ methodological and operational practices and the social perception of the artists’ and cultural actors’ roles ?

 

English version of the INDEX edited by Barbara Wade

 

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